Cosa significa “Sustainable Supply Chain”?
La Supply Chain, o Catena di Fornitura, è l’insieme di fornitori, aziende, attività e servizi che contribuiscono alla trasformazione delle materie prime in prodotti finiti, fino alla loro distribuzione e vendita al cliente finale. In particolare, la Supply Chain di un’azienda comprende tutti i fornitori di beni e servizi essenziali per le sue operazioni, senza i quali l’impresa non sarebbe in grado di produrre o offrire i propri prodotti e servizi.
L’efficienza della catena di approvvigionamento è cruciale per ridurre i costi e ottimizzare il servizio offerto al cliente.
Una catena di fornitura sostenibile implica la protezione dell’ambiente e l’adozione di pratiche etiche che rispettano i diritti umani, coinvolgendo tutti i fornitori dell’azienda. Per garantire questo, la tracciabilità delle supply chain è fondamentale; a tal fine, è necessario che tutti gli attori coinvolti adottino pratiche trasparenti e che monitorino le proprie performance ESG. Una supply chain trasparente e sostenibile è spesso vincente, in quanto tende a migliorare la reputazione dell’azienda, specialmente in un contesto in cui i consumatori sono sempre più attenti alle tematiche ambientali e sociali.
L’evoluzione della “Sustainable supply chain”
Le prime iniziative per promuovere una catena di fornitura sostenibile sono emerse dopo l’adozione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nel 1948. Successivamente, tra gli anni ’80 e ’90, sono state sviluppate numerose linee guida e leggi per tutelare l’ambiente e i diritti umani nelle attività aziendali. Nel 1999, è stato istituito il Global Compact delle Nazioni Unite, che ha definito 10 principi fondamentali per misurare la sostenibilità delle supply chain, tra cui la responsabilità ambientale, i diritti umani e la trasparenza.
Un passo fondamentale è stato l’introduzione delle Linee Guida OCSE per le Imprese Multinazionali nel 1976, aggiornate nel 2011 e nel 2023. Queste linee guida, rivolte principalmente alle multinazionali, mirano a uniformare le pratiche di sostenibilità aziendale, fornendo orientamenti su temi come i diritti umani, l’ambiente, la trasparenza e la lotta alla corruzione, promuovendo un comportamento responsabile e etico.
Seguendo queste linee guida, il Green Deal europeo ha introdotto due importanti direttive per la sostenibilità della catena di fornitura: la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CS3D). La CSRD impone alle aziende l’obbligo di rendicontare gli impatti e i rischi legati alla sostenibilità lungo tutta la catena del valore, monitorando e gestendo le pratiche ambientali, sociali e di governance dei fornitori. La CS3D, invece, richiede alle imprese di attuare un processo di due diligence per identificare e affrontare i rischi legati ai diritti umani e all’ambiente, rendicontare le azioni intraprese, rispondere legalmente a violazioni e collaborare con i fornitori per migliorare la sostenibilità lungo l’intera catena di approvvigionamento.
Come garantire la trasparenza nella catena di fornitura?
Per garantire la trasparenza della propria filiera, le aziende possono effettuare audit diretti presso i propri fornitori o verificare le certificazioni che hanno ottenuto. Esempi di certificazioni rilevanti includono ai fini di una catena di fornitura responsabile sono:
- SA8000 (Social Accountability International): Certificazione sociale che attesta il rispetto dei diritti umani e l’adozione di condizioni di lavoro etiche all’interno della catena di fornitura. L’ottenimento della SA8000 presuppone l’implementazione di una serie di procedure volte a minimizzare i rischi connessi alla sicurezza sul lavoro, all’utilizzo di lavoro infantile, al verificarsi di episodi discriminatori o molestie. L’obiettivo dello standard è quello di promuovere un ambiente di lavoro sano, sicuro e in cui vi sia il pieno rispetto dei diritti umani e della libertà di associazione;
- ISO 14001 (Environmental Management System): Certificazione che attesta l’adozione di un sistema di gestione ambientale, ovvero di una serie di procedure e azioni di monitoraggio volte a ottenere un miglioramento delle proprie performance ambientali (rifiuti, consumi idrici ed energetici,..), limitando così l’impatto ecologico dell’organizzazione.
Sebbene le certificazioni siano strumenti utili a dimostrare l’impegno dei fornitori verso una supply chain sostenibile, spesso non sono sufficienti a garantire dati ESG continuativi ed attendibili. Per assicurare la piena trasparenza è importante tracciare le informazioni di sostenibilità continuamente. In questo caso, la tecnologia diventa un elemento indispensabile e possono esservi diverse soluzioni.
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Strumenti tecnologici per una supply chain sostenibile
L’utilizzo della tecnologia è visto come uno strumento utile per regolare al meglio la catena di fornitura.
Per esempio può essere impiegata come strumento integrante la Due Diligence, infatti lungo la catena di fornitura possono emergere numerosi problemi, tra cui: mancanza o sovrabbondanza di informazioni e dati talvolta non corretti o falsati. Ciò impedisce un’analisi adeguata. Per questi motivi adottare politiche di Due Diligence potrebbe rivelarsi complicato o avvenire solo a fronte di un sostanzioso impegno economico e di tempo. La Blockchain può favorire e alleggerire notevolmente questo processo. La Blockchain è “un registro” di contabilità condiviso e immutabile che facilita il processo di registrazione delle transazioni e la tracciabilità dei beni in una rete commerciale.
Inoltre, la trasformazione digitale nella supply chain consente di superare i benchmark di sostenibilità, favorendo l’innovazione e la crescita del business attraverso tecnologie come l’Intelligenza Artificiale (AI) per ottimizzare i dati e le spedizioni, il Machine Learning per ridurre sprechi ed energia, l’automazione e la robotica per migliorare l’efficienza e ridurre l’impatto ambientale, la stampa 3D per la produzione on-demand, e l’Industrial IoT (IIoT) per ottimizzare la manutenzione delle macchine.
Un altro strumento importante per implementare una supply chain sostenibile è la certificazione EcoVadis. EcoVadis fornisce alle aziende una piattaforma per monitorare e migliorare le performance ambientali, sociali e di governance (ESG) dei fornitori, attraverso una valutazione accurata e trasparente. Con EcoVadis, le aziende possono ottenere un punteggio che misura l’impegno verso la sostenibilità e utilizzare questa certificazione per garantire la conformità alle normative e per promuovere pratiche responsabili all’interno della propria catena di fornitura.
Vantaggi di una Catena di Fornitura Sostenibile
L’implementazione di una supply chain sostenibile non si traduce solo in una scelta etica o di compliance di Due Diligence con la normativa, ma rappresenta anche una scelta economicamente vantaggiosa:
- Un’attenzione maggiore nella scelta dei prodotti può ridurre i costi, specialmente per quanto riguarda l’acquisto di materiali e il consumo energetico. Ad esempio, strategie di design minimalista e prodotti circolari promuovono la sostenibilità senza compromettere la competitività.
- Le aziende che implementano pratiche sostenibili godono di una maggiore fiducia dei consumatori e di una reputazione di marca rafforzata. Una ricerca negli USA ha mostrato che le imprese prive di una supply chain sostenibile rischiano di perdere investimenti e vedere una diminuzione del valore delle azioni nei prossimi dieci anni.
- Una supply chain trasparente previene scandali legati a fornitori non etici e garantisce la sicurezza dei prodotti.
- L’adozione di pratiche sostenibili diventerà un prerequisito strategico per l’accesso o la continuità in alcuni mercati, soprattutto in vista degli obblighi di rendicontazione e controllo stabiliti dalle nuove normative europee. Le grandi aziende richiederanno sempre più ai propri fornitori di adottare politiche simili e garantire la trasparenza nella propria catena del valore.
Conclusioni
L’integrazione della sostenibilità nella supply chain non è solo una scelta etica, ma una strategia vincente per le imprese moderne. L’adozione di tecnologie avanzate e pratiche responsabili consente di ridurre i costi, migliorare la reputazione e mitigare i rischi, garantendo una crescita sostenibile e competitiva.
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